Negli ultimi giorni due iniziative hanno messo sotto i riflettori mondi in apparenza lontani: il retail curatoriale a Istanbul e un percorso di arte sacra e moda ad Acireale. Entrambi i progetti mettono in primo piano la scelta dei contenuti, il ruolo dei curatori e la collaborazione con artigiani e designer per trasformare luoghi di consumo o di culto in spazi di esperienza.
Da una parte il gruppo Boyner ha inaugurato un nuovo format commerciale a Galataport che mescola moda, design, beauty e gastronomia; dall’altra, il Museo Diocesano di Acireale accompagna la Dedicazione della Cattedrale con una mostra di oreficeria e una collezione di abiti artistici che reinterpretano gli affreschi settecenteschi.
COMMUNITÉ a Galataport: un store curatoriale che esplora connessioni
Il progetto COMMUNITÉ, promosso dal Boyner Group, è stato celebrato con un evento il 20 ottobre alla presenza di Cem Boyner e del CEO Polat Uyal. Lo spazio milita per un approccio che supera la categorizzazione merceologica tradizionale: libri d’arte si affiancano a sneaker, fotocamere analogiche convivono con fragranze e oggetti di design, producendo un effetto di scoperta continua. La sede di Galataport si sviluppa su quattro piani e circa 4.300 metri quadrati con reparti dedicati all’abbigliamento, alle calzature, alle borse, al beauty, alla casa e al lifestyle, oltre a spazi per il benessere personale.
Curatela e selezione dei brand
La selezione comprende oltre 400 brand, bilanciando nomi internazionali come Comme des Garçons, JW Anderson, Yohji Yamamoto e Dries Van Noten con realtà indipendenti e una forte presenza di marchi turchi quali Nackiye, Anim e Common Leisure. Sebla Refiğ Devidas, Chief Merchandising Officer, spiega che il team valuta la visione, il design e la manifattura dei prodotti per costruire accostamenti che creino connessioni: è questa rete di affinità che dà carattere alla selezione. L’obiettivo è offrire al pubblico la sensazione di trovarsi davanti a scoperte continue, con l’intento di aggiornare la proposta a ogni stagione.
Esperienza di spazio e ristorazione
Il concept punta a rallentare il ritmo della visita: sono stati eliminati alcuni elementi tipici come le scale mobili per favorire il percorso di scoperta. Al terzo piano è presente il ristorante italiano Il Gattopardo, che completa l’offerta gastronomica con piatti legati alla tradizione e ingredienti stagionali. Il format mira a trasformare lo store in un luogo di permanenza, non solo un punto vendita, stimolando clienti e visitatori a tornare.
Acireale: mostra del Museo Diocesano e la collezione «A TE MADRE»
In concomitanza con la solenne Dedicazione della Cattedrale, fissata per il 30 ottobre 2026, il Museo Diocesano di Acireale, diretto da don Antonio Agostini, ospita la mostra «Per la dimora di Dio fra gli uomini: ori, argenti e parati della Cattedrale di Acireale» dal 29 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. L’esposizione mette in luce pezzi di oreficeria sacra, argenteria cesellata e preziosi parati liturgici che raccontano secoli di devozione e memoria della comunità locale. Le visite sono programmate il venerdì pomeriggio e durante il fine settimana con orari differenziati per favorire l’accesso.
La collezione di moda sacra
All’interno della cantoria del Duomo viene presentata la collezione di abiti d’arte «A TE MADRE», ideata dalla fashion art designer Gisella Scibona. Dieci creazioni tessili reinterpretano gli affreschi settecenteschi di Antonio Filocamo dedicati alla vita della Vergine, trasformando episodi come l’Annunciazione e la Fuga in Egitto in vere e proprie sculture indossabili. I capi sono realizzati su tessuti pregiati come mikado, duchesse e voile di seta, e arricchiti con ricami in filo d’oro e passamanerie antiche opera del maestro ricamatore Michele Cassata di Ciminna.
Dialogo tra patrimonio e artigianato
Il direttore don Antonio Agostini ha contribuito a costruire il percorso come un ponte tra arte sacra e alto artigianato. La mostra e la collezione intendono offrire ai visitatori e ai fedeli una nuova lente attraverso cui osservare gli elementi artistici del Duomo, valorizzando competenze locali e la tradizione tessile e ricamata siciliana.
Entrambi gli interventi — a Istanbul e ad Acireale — mettono al centro la curatela e la capacità di raccontare storie attraverso oggetti: nel caso di COMMUNITÉ la storia è fatta di brand, designer e abbinamenti inattesi; nel caso della mostra di Acireale, di memoria religiosa, materiali preziosi e tecniche artigiane. In comune resta l’intento di trasformare spazi e collezioni in esperienze che invitino a fermarsi, osservare e scoprire.



