Lo scambio di accuse tra il presidente degli Stati Uniti e la presidente del Consiglio italiana è esploso pubblicamente dopo il G7 di Evian. Le parole del leader statunitense, pronunciate in più interviste e poi rilanciate su social network, hanno innescato una reazione immediata della classe politica italiana e misure pratiche come l’annullamento di una missione ufficiale e di un forum economico a Miami.
Il cuore della controversia riguarda due affermazioni principali: la prima è la versione del presidente Usa secondo cui la premier avrebbe implorato di farsi una foto insieme a lui; la seconda riguarda il rifiuto italiano, sempre secondo il leader statunitense, di concedere l’uso di piste e basi in occasione di operazioni legate all’Iran e allo Stretto di Hormuz. La premier ha respinto entrambe le ricostruzioni definendole totalmente inventate.
Dichiarazioni del presidente Usa e rilanci sui social (19 giugno 2026)
Il 19 giugno 2026 il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato messaggi e rilasciato interviste in cui ha sostenuto che la premier italiana gli avrebbe chiesto insistentemente di fotografarsi con lui durante il summit del G7 a Evian e che lui, nonostante la reticenza, avrebbe acconsentito perché gli ha fatto pena. In altri passaggi ha affermato che l’Italia non avrebbe concesso l’uso di piste di decollo e atterraggio per operazioni contro l’Iran, lamentando che Washington spende «centinaia di miliardi» per la difesa dei Paesi alleati.
Il contesto delle osservazioni
Oltre alla foto, il presidente ha criticato scelte europee in tema energetico e di immigrazione, inserendo il caso italiano in un quadro più ampio di rimproveri verso l’UE. In un post sul social Truth ha perfino storpiato il nome della premier, correggendolo poco dopo, un dettaglio che è stato notato e commentato dal dibattito pubblico.
Replica della premier, solidarietà istituzionale e misure pratiche
Giorgia Meloni ha reagito con un video pubblicato sui suoi canali, definendo le affermazioni «allibite» e ribadendo che «io e l’Italia non imploriamo mai». Ha inoltre sottolineato la contraddizione tra la durezza mostrata verso alcuni leader e l’atteggiamento più accondiscendente mostrato, a suo dire, verso altri regimi. Dopo lo scambio di accuse, il presidente della Repubblica ha telefonato alla premier per esprimerle solidarietà.
Sul piano pratico il ministro degli Esteri e vicepremier ha annullato la visita prevista a Miami per il 21 e 22 giugno e il Ministero ha comunicato la cancellazione del Business Forum Italia-Usa previsto a Miami il 22 giugno. La scelta è stata motivata con la necessità di rispondere a parole ritenute «gravi» e «offensive» nei confronti dell’Italia.
Reazioni politiche a Roma
La risposta parlamentare è stata trasversale: esponenti di maggioranza hanno bollato le affermazioni come false e strumentali, mentre forze di opposizione hanno espresso solidarietà mescolata a critiche sulla linea politica estera e sui rapporti con l’Amministrazione statunitense. Tra i messaggi più forti, alcuni leader hanno definito l’attacco una mortificazione della dignità nazionale e hanno invocato una riflessione sulla strategia di alleanza con gli Stati Uniti.
Commenti pubblici hanno evidenziato anche il rischio politico interno: qualcuno ha sottolineato che l’accaduto potrebbe alimentare il dibattito sulla politica estera del governo e sull’opportunità di continue aperture verso Washington, mentre altri hanno difeso la fermezza della premier e la necessità di rispetto reciproco tra alleati.
Implicazioni diplomatiche e comunicative
L’episodio mette in luce come una dichiarazione pubblica possa tradursi in conseguenze immediate per la diplomazia pratica: dalla cancellazione di impegni bilaterali alla polarizzazione del dibattito nazionale. L’accaduto sottolinea inoltre l’importanza della gestione mediatica dei vertici internazionali e del rapporto personale tra leader, con possibili ricadute su cooperazione militare e incontri economici.
La vicenda resta aperta sul piano politico e comunicativo: da un lato c’è la versione del presidente Usa sulle modalità dell’incontro a Evian e sui rapporti operativi relativi all’area dell’Iran; dall’altro la replica italiana che nega categoricamente la dinamica della foto e difende la dignità nazionale. Nei prossimi giorni la scena diplomatica sarà osservata per capire se la disputa resterà su toni verbali o produrrà ulteriori effetti pratici nei rapporti bilaterali.



