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17 Luglio 2026

Fashion e-commerce: il 25% degli ordini torna indietro, ecco perché

L'Italia si conferma il paese più virtuoso d'Europa per i resi online, ma il fenomeno continua a pesare sulle aziende di moda. Scopriamo insieme i dettagli.

Fashion e-commerce: il 25% degli ordini torna indietro, ecco perché

Nel panorama dell’e-commerce, i resi rappresentano una sfida significativa, soprattutto nel settore della moda. Mentre in Europa un acquisto su tre viene restituito, l’Italia si distingue con un tasso di reso del 14,7%, meno della metà della media continentale. Questo dato emerge dal primo report di Yocabe sul fenomeno dei resi nell’e-commerce fashion, che evidenzia come il settore della moda continui a detenere il primato delle restituzioni.

Le categorie più colpite

Il tasso medio di reso per l’abbigliamento online in Europa oscilla tra il 25% e il 40%, con punte che superano il 50% nei Paesi del Nord e nell’area DACH. Gli articoli più restituiti sono gli abiti da donna, seguiti da gonne e costumi da bagno. Il beauty, invece, si conferma il comparto meno colpito dal fenomeno. La vestibilità è uno dei fattori principali che influenzano il tasso di reso, con conseguenze rilevanti sui margini delle aziende e sull’efficienza della logistica.

La correlazione tra prezzo e reso

Un altro aspetto rilevante è la correlazione diretta tra prezzo e tasso di reso. Più il prodotto è costoso, più aumenta la probabilità che venga rispedito al mittente. Oltre la soglia dei 100 euro, ogni incremento di prezzo si traduce in un aumento significativo delle restituzioni. Dietro un reso apparentemente gratuito si nasconde un costo di gestione per i brand tra i 4 e i 20 euro, considerando spedizione di ritorno, controlli qualità e ricondizionamento. Nei marchi premium, il conto può essere anche più salato.

L’impatto sui margini operativi

Secondo le stime citate nel report, i resi possono arrivare a erodere fino al 20-30% del margine operativo di un’azienda. Questo fenomeno è in crescita nella maggior parte dei mercati europei, con il tasso medio di reso passato dal 34% al 42% tra il 2026 e il 2026. Un trend che sta spingendo marketplace e retailer a investire sempre più in strumenti di intelligenza artificiale per suggerire la taglia corretta e limitare il cosiddetto bracketing la pratica di acquistare più varianti dello stesso articolo per poi tenere soltanto quella preferita.

Le strategie per ridurre i resi

Per ovviare a tale problema, Yocabe, grazie al progetto di ricerca Returns@Yocabe in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza, ha voluto prevedere il tasso di resi in base alle caratteristiche del prodotto e dei canali e nazioni di vendita. Questo approccio innovativo analizza il comportamento di prodotti con le loro diverse caratteristiche su canali e Paesi, indipendentemente dallo specifico utente che li ha messi nel carrello. Una modalità che si sposa con tutti i casi in cui non si conosce ancora l’utente o non si ha una base utenti ricorrente ampia, perfetta quindi per eCommerce e marketplace.

Le strategie adottate, come l’uso di intelligenza artificiale e l’analisi predittiva, rappresentano passi avanti importanti per mitigare l’impatto dei resi sui margini operativi e migliorare l’efficienza della logistica.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.