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17 Settembre 2026

Upcycling, sostenibilità e bambole: tre eventi che rivoluzionano la moda

CIM Italy presenta una collezione ibrida, Milano accoglie un summit sull'upcycling e New York espone le bambole che hanno anticipato la moda.

Upcycling, sostenibilità e bambole: tre eventi che rivoluzionano la moda

Nel panorama fashion del 2026, tre iniziative segnano una svolta verso una moda più consapevole e sperimentale. Da Milano si rinnova il legame tra artigianato e alta tecnologia con la nuova collezione Autunno/Inverno 27/28 di CIM Italy mentre la città ospita gli Stati Generali dell’upcycling, un tavolo di confronto tra brand, istituzioni e università per affrontare la sovrapproduzione. Dall’altra parte dell’Atlantico, il Museum at FIT di New York inaugura la mostra Doll Dressing una retrospettiva che dimostra come le bambole abbiano anticipato le tendenze fashion. Questi tre eventi, seppur diversi, condividono un punto in comune: la ricerca di un equilibrio tra tradizioneinnovazione e sostenibilità.

CIM Italy reinventa la pelle per la collezione Autunno/Inverno 27/28

Il marchio guidato da Stefano Innocenti ha riaperto la linea Linea Pelle per presentare una collezione che dialoga tra decorazione tradizionale e tecnologia avanzata. Le nuove infilature sono state create con un mix di macchine automatiche e artigianali, includendo filati di lana, ciniglia e piume, mentre i tradizionali intrecci sono stati laserati e poi arricchiti da borchie graffate applicate automaticamente. A Cernusco Lombardone, CIM ha aggiunto un laboratorio di 600 metri quadrati gestito da maestranze prevalentemente italiane, destinato alla produzione per grandi brand e alla formazione di giovani talenti del lusso. Il CEO ha inoltre sottolineato l’impegno nella riciclabilità del rame e nella riduzione degli sprechi, inserendo la sostenibilità come fulcro della strategia aziendale.

Stati Generali dell’upcycling a Milano: numeri, norme e prospettive

Il 17 settembre, il centro BASE di Milano ha accolto una giornata di dibattito che ha riunito brand, istituzioni come la Regione Lombardia e il Comune di Milano, università e realtà produttive attive nell’upcycling. Si è discusso di come i 100 miliardi di capi prodotti annualmente richiedano un sistema industriale capace di trasformare gli invenduti in nuove opportunità di mercato. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, il 21 % dei capi resta invenduto e fino al 9 % viene distrutto, generando più di 500 000 tonnellate di rifiuti tessili ogni anno. Gli organizzatori hanno evidenziato l’urgenza di passare da iniziative di marketing a pratiche consolidate, promuovendo la responsabilità estesa del produttore e la formazione di giovani specialisti.

Il nuovo regolamento UE 2024/1781

Dal luglio scorso è in vigore il regolamento europeo ESPR 2024/1781 che vieta la distruzione di capi di abbigliamento e calzature invenduti. Il provvedimento esclude il semplice riciclo, poiché considerato una forma di demolizione del prodotto, e impone che gli articoli rimangano riconoscibili come veste originale, potendo essere ritintisovrastampati o riadattati per nuovi mercati. L’obiettivo è preservare il valore dei materiali, incentivare il ripiego creativo e limitare l’impatto ambientale legato a incenerimento e smaltimento. La conferenza ha inoltre annunciato la pubblicazione di un report annuale sulla circolarità nella moda e l’avvio di un contest per studenti del Milano Fashion Institute.

Doll Dressing al Museum at FIT: le bambole come pionieri della moda

Dal 16 settembre 2026 al 3 gennaio 2027, il Museum at FIT di New York ospita Doll Dressing una mostra che esplora il ruolo storico delle bambole nella moda. Con più di 170 oggetti, l’esposizione collega abiti, accessori e video di brand come Balenciaga, Comme des Garçons, Moschino e Louis Vuitton, mostrando come le bambole siano sempre state fashion influencer prima ancora di Barbie. Tra le vetrine spicca una bambola Daisy anni ’70 vestita da Mary Quant e la prima Black Barbie disegnata da Kitty Black Perkins negli anni ’80. La sezione “Fashion Doll Foundations” ricostruisce l’uso delle poupées da parte delle modiste per riprodurre capi su scala umana, mentre “Playing with Dolls” mette in scena cardigan di Martin Margiela e giacche Moschino, sottolineando la continua miscela tra infanzia, nostalgia e critica dei canoni estetici della moda.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.