L’intelligenza artificiale sta rapidamente attraversando i confini tradizionali, passando dal semplice supporto decisionale a protagonisti capaci di creare esperienze interattive e su misura. Moda, beauty e realtà aumentata sono i tre ambiti in cui le soluzioni più avanzate stanno ridefinendo il rapporto tra prodotto e consumatore, trasformando i processi creativi, le vendite online e anche le routine quotidiane.
Harmont & Blaine lancia H&B On You: il guardaroba digitale su misura
Per la collezione autunno-inverno 2026, il brand ha realizzato una piattaforma privata chiamata H&B On You. L’accesso è riservato a clienti selezionati che, previa invito via e-mail o SMS, possono caricare un’unica fotografia. Da quel singolo scatto l’AI ricostruisce le proporzioni, la postura e la corporatura, generando un avatar digitale capace di indossare ogni capo della nuova linea.
Il funzionamento basato su AI e foto personali
Il sistema, sviluppato con una startup italiana di fashion-tech, analizza i pixel per estrarre misure anatomiche e creare una replica virtuale fedele. Polo, camicie, maglieria, capispalla e accessori non sono più mostrati su modelli standard, ma appaiono direttamente sul soggetto che sta scegliendo, avvicinando l’esperienza a quella di uno showroom privato digitale.
Una campagna personalizzata per ogni cliente
Oltre al semplice virtual try-on la piattaforma estende la personalizzazione a tutta la narrazione della collezione: le immagini di campagna, i video e i contenuti editoriali vengono rielaborati intorno all’avatar dell’utente. Il risultato è un piccolo filmato in cui il cliente diventa il protagonista, con look scaricabili e condivisibili, trasformando l’acquisto in un racconto fashion unico.
AI al servizio della bellezza: L’Oréal, Shiseido e Dyson reinventano cosmetici e igiene orale
Nel settore beauty, i giganti stanno sfruttando l’AI non solo per vendere, ma anche per creare. L’Oréal, dopo l’acquisizione di ModiFace nel 2018, ha integrato la realtà aumentata per il virtual try-on di make-up e colori per capelli, e ha lanciato strumenti di diagnosi cutanea basati su enormi database di immagini. Nel 2026, la collaborazione con OpenAI ha portato la prova virtuale di Maybelline New York direttamente su ChatGPT, offrendo una ricerca di prodotti guidata da AI.
Prove virtuali e diagnostica cutanea di L’Oréal
Grazie a modelli di machine learning addestrati su milioni di foto, l’applicazione analizza l’età, l’elasticità e le imperfezioni della pelle, consigliando routine personalizzate. Il processo è completamente digitale, ma i risultati sono più precisi di una tradizionale visita dermatologica di routine.
Formulazione assistita da AI di Shiseido e L’Oréal
Shiseido ha introdotto il sistema Voyager capace di elaborare più di 500.000 dati su ingredienti, sensorialità e stabilità, generando nuove combinazioni di formule. Parallelamente, L’Oréal collabora con NVIDIA per simulare a livello atomico il comportamento delle molecole, accelerando la scoperta di nuove composizioni cosmetiche.
Spazzolino intelligente CameraJet di Dyson
Dyson ha sfruttato l’AI per creare lo spazzolino CameraJet dotato di una telecamera da 100k pixel e dell’algoritmo GapOptical Targeting™. Il sensore scansiona 28 immagini al secondo, identifica gli spazi interdentali in 100 ms e attiva un getto di collutorio mirato, garantendo una pulizia precisa senza intervento manuale. Il dispositivo è stato addestrato su 470.000 immagini dentali e utilizza 16 milioni di righe di codice.
Realtà aumentata e AI generativa: esperienze su misura per moda, gaming e formazione
L’integrazione di AR e AI generativa sta aprendo scenari finora inimmaginabili. Gli algoritmi producono grafiche, animazioni e testi adattati ai gusti dell’utente, rendendo gli oggetti virtuali reagenti in tempo reale. In ambito commerciale, i clienti possono vedere i prodotti inseriti nel proprio ambiente, riducendo i resi e aumentando la soddisfazione.
Contenuti dinamici e personalizzati
Nel gaming, gli sviluppatori usano l’AI per creare mondi che si modificano in base alle decisioni del giocatore, offrendo narrazioni uniche. Nella pubblicità, le campagne sfruttano dati contestuali per generare messaggi su misura, trasformando l’annuncio in un’interazione interattiva. Anche l’educazione beneficia di simulazioni realistiche: studenti di ingegneria esplorano modelli 3D complessi, mentre i futuri medici si allenano su pazienti virtuali dotati di tratti patologici generati al volo.
Le opportunità sono immense, ma la personalizzazione richiede l’elaborazione di dati sensibili, sollevando sfide di privacy e conformità al GDPR. Inoltre, la generazione in tempo reale alimenta un consumo energetico notevole, rendendo indispensabile un approccio sostenibile e responsabile nello sviluppo di queste tecnologie.



