Brunello Cucinelli ha annunciato risultati operativi che hanno superato le aspettative: nei primi nove mesi del 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 1,12 miliardi di euro un dato che rappresenta un aumento del 10,2% a cambi correnti e del 13,3% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando il fatturato era stato di 1,02 miliardi.
Il terzo trimestre ha fornito ulteriore slancio: tra luglio e settembre il fatturato si è attestato a 374,2 milioni con una crescita del 13,5% a cambi costanti. Questi risultati hanno indotto la maison a rivedere al rialzo, per la seconda volta nel corso dell’anno, le prospettive sull’intero esercizio 2026.
Nuova guidance 2026 e prospettive per il 2027
Confrontando i diversi aggiornamenti nel corso dell’anno, la società ora indica una crescita dei ricavi a valuta costante intorno al 12% per il 2026. Questa stima sostituisce la precedente forchetta del 10-11% indicata a luglio e l’obiettivo iniziale del 10% dichiarato all’inizio dell’anno. Nella comunicazione viene anche specificato che l’effetto dei cambi è stimato in circa 2,5 punti negativi una variabile che spiega parte della differenza tra crescita a cambi correnti e costanti.
Per il 2027 l’azienda mantiene aspettative di sviluppo più contenute ma comunque positive, prevedendo una crescita del fatturato intorno al 10%. Questi target riflettono sia la dinamica delle collezioni sia la strategia distributiva adottata dalla maison.
Performance per aree geografiche e canali
La distribuzione geografica delle vendite mostra come la crescita sia sostenuta da più mercati. Le Americhe restano il primo mercato: i ricavi hanno raggiunto 418,3 milioni in aumento del 14% reported pari al 37,2% del totale. L’Europa ha generato 393,9 milioni (+6%), mentre l’Asia ha segnato 311,5 milioni (+10%), con la Cina citata come area in forte aumento e contributi positivi da Giappone e Corea del Sud. Anche il Medio Oriente ha mostrato un andamento solido nel trimestre.
Sul fronte dei canali di vendita, il retail ha rappresentato la quota preponderante: nei primi nove mesi il canale diretto ha prodotto ricavi per 741 milioni pari al 66% dei ricavi complessivi con una crescita del 15%. Nel solo terzo trimestre il canale diretto ha segnato un +17% a cambi costanti, registrando aumenti a doppia cifra in tutte le aree geografiche. Il wholesale ha totalizzato 382,6 milioni con un incremento del 2% reported e un’accelerazione nel trimestre.
Rete boutique e aperture 2026
Al 30 settembre la rete commerciale comprendeva 142 boutique dirette e dieci Case Cucinelli nel mondo. Nel corso dell’anno il gruppo ha ampliato la presenza retail inaugurando nuovi punti vendita a Nashville e Napoli nel primo semestre e a San Diego nel terzo trimestre, mosse che integrano la strategia di rafforzamento del contatto diretto con la clientela.
Impatto sul titolo e dichiarazioni
La pubblicazione dei risultati e la revisione delle stime hanno avuto un immediato riscontro sui mercati: il titolo ha registrato un rialzo superiore al 5% toccando i 88,5 euro in apertura di contrattazioni a Piazza Affari. Il movimento riflette la reazione positiva degli investitori alla crescita dei ricavi e al miglioramento della visibilità per la fine dell’esercizio.
Il presidente esecutivo e direttore creativo, Brunello Cucinelli, ha sintetizzato il quadro con una valutazione chiara: “I primi nove mesi del 2026 si sono chiusi con una crescita del fatturato del 13,3%” e ha ribadito le aspettative sul 2026: “Immaginiamo per il 2026 una sana crescita del fatturato a cambi costanti intorno al 12 per cento“.
Nel complesso, i dati confermano come la maison stia beneficiando di una domanda sostenuta nelle Americhe e di un recupero in Asia, con un modello commerciale che vede il retail diretto come principale motore di crescita. L’equilibrio tra canali e aree geografiche, insieme alle aperture mirate di boutique, costituisce la base della strategia che ha portato alla revisione al rialzo delle previsioni per il 2026.



