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24 Settembre 2026

Quando la tragedia diventa intrattenimento: dal processo ai social

Scopri perché il dolore di una famiglia si è trasformato in spettacolo mediatico e in contenuti virali.

Quando la tragedia diventa intrattenimento: dal processo ai social

Il 4 settembre 2005, giorno della Festa del Papà in Australia, un tragico incidente stradale portò alla morte di tre bambini. Robert Farquharson, padre separato, sopravvisse all’automobile finita in un bacino artificiale, mentre i suoi figli affondarono annegati. La sua versione – perdita di conoscenza per un violento attacco di tosse – fu subito messa in dubbio, aprendo la strada a una delle vicende giudiziarie più complesse e seguite del Paese.

Il caso fece ripetuti capovolgimenti: nel 2007 fu dichiarato colpevole di omicidio, ma la sentenza fu annullata in appello, per poi tornare a un nuovo processo che, nel 2010, confermò la condanna. Parallelamente, l’opinione pubblica era accesa da un nuovo genere di narrazione, quello del true crime capace di trasformare ogni dettaglio in spettacolo.

Il libro di Helen Garner: un true crime critico

Nel 2014 Helen Garner pubblicò in Australia This House of Grief opera che ricostruisce meticolosamente le udienze di Farquharson, ma senza assumere il ruolo di giudice esterno. L’autrice entra nella sala del tribunale, ascolta testimonianze, scruta i gesti degli avvocati e annota le proprie reazioni, interrogandosi su cosa significhi assistere alla trasformazione di una sofferenza privata in racconto pubblico. L’edizione italiana, tradotta da Milena Sanfilippo ed edita da Nottetempo, è uscita il 4 settembre 2026, contandone 312 pagine.

Garner si pone al confine tra giornalismo letterario e true crime rimarcando la pericolosa linea tra curiosità investigativa e consumo di violenza. Il suo scritto mostra come il tribunale, pur essendo un luogo di ricerca della verità, diventi anche un palcoscenico dove attori – testimoni, giudici, pubblico – recitano una storia che resta impressa nella memoria collettiva.

Violenza come spettacolo digitale

Il fenomeno del vero crimine si è spostato, negli ultimi anni, dal tribunale alle piattaforme online. Vincenzo Musacchio, docente di strategie anti-criminalità, osserva che la violenza perpetrata da minori è ormai alimentata dal desiderio di virale: la sofferenza diventa contenuto da condividere, i «like» sostituiscono la dominanza reale. Il risultato è una desensibilizzazione profonda, dove il sangue si riduce a immagine veloce da scrollare, e un effetto emulativo che spinge altri a replicare l’atto per ottenere notorietà.

Questo cambiamento non è imputabile solamente alla tecnologia; la mancanza di un’educazione digitale efficace lascia giovani iper-connessi ma emotivamente carenti. Musacchio sottolinea la necessità di regole più stringenti per le piattaforme e, soprattutto, di un ripensamento dell’educazione familiare e scolastica, affinché ogni gesto violento sia percepito come ferita reale e non come semplice contenuto virale.

Il dibattito televisivo su influencer e responsabilità

Il 16 settembre, il programma “È sempre Cartabianca” ha ospitato un acceso confronto fra il giornalista Andrea Scanzi e la TikToker Rita De Crescenzo. Il tema centrale era l’influenza dei social media nella società e nella politica. Scanzi ha criticato l’uso delle piattaforme da parte di personaggi pubblici, sostenendo che spesso premiano chi crea eccesso e provocazione anziché contenuti di valore. De Crescenzo, con circa due milioni di follower, ha difeso la propria spontaneità, affermando di non aver violato nessuna norma.

Durante il dibattito, Scanzi ha interrotto più volte l’influencer, dichiarando che la popolarità online non corrisponde a competenze professionali e che i social spesso glorificano il più estremo. De Crescenzo ha risposto che le critiche verso di lei risalgono a una campagna iniziata anni prima, collegata a vicende familiari. Il confronto ha evidenziato due visioni opposte: da un lato il rischio della spettacolarizzazione della violenza e dell’esibizionismo, dall’altro la legittima ricerca di identità e vicinanza al pubblico.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.